Nei giorni scorsi i dirigenti scolastici, esaminando il cedolino del mese di gennaio 2026, hanno avuto la sgradevole sorpresa di non ritrovare più la voce stipendiale relativa all’anticipazione degli aumenti previsti dal CCNL 2022-2024, pari a euro 116,65.
Tale assegno discende dall’articolo 1, comma 28 della legge di bilancio 2024: “A valere sulle risorse di cui al comma 27, a decorrere dal 1° gennaio 2024, l’emolumento di cui all’articolo 1, comma 609, secondo periodo, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato di un importo pari a 6,7 volte il suo valore annuale […].”
Per effetto dell’articolo 3 del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, quanto dovuto per il 2024 è stato corrisposto interamente nella rata stipendiale di dicembre 2023. A partire dal 1° gennaio 2025, invece, l’erogazione è stata effettuata mensilmente, fino a dicembre 2025, tredicesima compresa. Tutto ciò perché, ovviamente, il CCNL 2022-2024 dell’area dirigenziale “Istruzione e ricerca” non è stato ancora sottoscritto. In verità, non sono neanche iniziate le relative trattative all’ARAN nonostante le reiterate richieste dell’ANP.
Forse il MEF, a causa del gran numero di CCNL di comparti e aree già ampiamente sottoscritti ed eseguiti, avrà pensato che anche quello della nostra area lo fosse. Purtroppo non è così, ma l’anticipazione è sparita lo stesso dai cedolini di oltre 7000 colleghi.
Pochi giorni fa, avevamo utilizzato l’espressione “patologia burocratica” per descrivere lo stallo contrattuale della categoria. Mantenendo la metafora, dobbiamo constatare come oggi la situazione sia peggiorata. Infatti, al danno di non vedere concretizzarsi il CCNL dell’area, si aggiunge la beffa della decurtazione – illegittima – dell’anticipazione che dovrebbe compensare, seppur parzialmente, il ritardo della stipula del contratto.
Sia ben chiaro che gli importi in gioco sono modesti e, ovviamente, recuperabili. Ma non possiamo fare a meno di chiedere pieno rispetto per i diritti sindacali dei colleghi che ogni giorno si spendono in prima persona per garantire la regolarità del servizio scolastico, fronteggiando non solo problematiche educative ma anche di emergenza sociale.
In conclusione, chiediamo che l’Amministrazione agisca immediatamente per:
- sottoscrivere in via definitiva il CCNI 2020-2023
- sottoscrivere in via definitiva il CCNI 2024-2025
- avviare le trattative per il CCNL 2022-2024
- avviare le trattative per il CCNI 2025-2026.
Se tali richieste non saranno soddisfatte con la dovuta tempestività, non esiteremo a proclamare lo stato di agitazione della categoria.
