Con la nota n. 16250 del 26 gennaio 2026 l’Unità di Missione (UdM) ha fornito alle scuole alcune indicazioni sulle modalità di apposizione delle firme di presenza di tutor ed esperti nei progetti del Programma Nazionale “Scuola e Competenze” 2021–2027:
– la firma in ingresso di Esperto e Tutor nella sezione “Rilevazione presenze attività” dovrà essere apposta tempestivamente e comunque entro e non oltre 30 minuti dalla “ora inizio” dell’attività registrata sulla piattaforma SIF2127;
– la firma in uscita di Esperto e Tutor nella sezione “Rilevazione presenze attività” dovrà essere apposta tempestivamente e comunque entro e non oltre 30 minuti dalla “ora fine” dell’attività registrata sulla piattaforma SIF2127.
Si tratta di indicazioni ben più restrittive di quelle previste dal Manuale Utente Scuola Realizzazione Progetti_ottobre_2025 (Versione 1.9 – ottobre 2025) predisposto dal Ministero che, al riguardo, stabilisce che “La firma in ingresso può essere apposta anche pochi minuti prima dell’inizio dell’attività, mentre la firma in uscita è consentita solo dopo che tutti i formatori hanno firmato in ingresso. Le rilevazioni devono essere effettuate in maniera tempestiva, entro la stessa giornata dell’attività.”
Secondo l’UdM, le indicazioni introdotte dalla nota discendono dalle numerose anomalie riscontrate dall’Autorità di Audit, in relazione agli orari di firma in ingresso e in uscita dei docenti formatori, nell’ambito dei controlli di II livello in corso sui progetti FSE+ del Programma.
L’ANP, pur comprendendo le esigenze di controllo e rendicontazione connesse all’utilizzo dei fondi europei e la necessità di garantire la correttezza amministrativa, ritiene che le suddette misure siano connotate da eccessiva rigidità e, pertanto, rischino di produrre effetti penalizzanti per i dirigenti scolastici.
Non possiamo fare a meno di evidenziare, infatti, come sussista una sostanziale differenza tra “entro la stessa giornata” ed “entro e non oltre trenta minuti”. La previsione di finestre temporali minuziosamente dettagliate per l’apposizione delle firme nonché per l’effettuazione di qualsiasi intervento correttivo impone modalità gestionali talmente rigide da risultare compromettenti per il regolare svolgimento del servizio scolastico.
Il ruolo del dirigente scolastico, infatti, è estremamente complesso e richiede un equilibrio costante tra responsabilità educative, organizzative, amministrative, gestionali e relazionali. Imporgli un presidio permanente della piattaforma telematica non solo demansiona illegittimamente la dirigenza, ma disconosce anche la natura sistemica e umana della scuola che è caratterizzata da continui imprevisti, urgenze, situazioni non programmabili, esigenze didattiche e contesti territoriali spesso molto articolati.
Osserviamo inoltre che le indicazioni fornite dall’UdM, per quanto riconducibili alle segnalazioni pervenute dall’Audit, sembrano presupporre una diffusa inaffidabilità di tutte le scuole. L’ANP, al contrario, ritiene doveroso riconoscere al sistema educativo e al suo personale – dirigenti in primis – professionalità e senso di responsabilità. D’altronde, se così non fosse, non si sarebbero raggiunti gli ottimi e ben noti risultati nell’attuazione del PNRR di cui, giustamente, la Nazione può vantarsi a livello internazionale ma che, altrettanto giustamente, sono da attribuirsi proprio al suddetto personale.
Per l’ANP, la flessibilità organizzativa e il fattore umano sono elementi imprescindibili e non comprimibili. Non è pertanto accettabile, di conseguenza, che si imponga al dirigente scolastico di scegliere tra il rispetto formale della procedura e la tutela del diritto degli studenti alla continuità formativa.
Chiediamo, pertanto, un’attenta revisione delle indicazioni contenute nella nota ministeriale al fine di introdurre, nella stessa, margini di flessibilità e strumenti di responsabilità diffusa coerenti con la realtà operativa delle scuole. È necessario superare la visione esclusivamente burocratica della gestione dei progetti e restituire fiducia alle istituzioni scolastiche, riconoscendo al dirigente il ruolo di garante del buon andamento complessivo della scuola anziché quello di mero validatore di procedure telematiche.
L’ANP ribadisce, naturalmente, ampia disponibilità al confronto istituzionale in quanto ritiene che solo attraverso un dialogo costruttivo e rispettoso delle professionalità coinvolte sia possibile rendere il Programma Nazionale uno strumento di crescita autentica e prevenire il rischio che si trasformi in un fattore di demotivazione.
Qualora le nostre richieste di sburocratizzazione – perfettamente coerenti, peraltro, con quell’obiettivo politico di semplificazione cui l’Amministrazione si sta dedicando a fondo in questi mesi – non fossero accolte, raccomanderemo ai nostri iscritti di non aderire ai futuri avvisi del Programma Nazionale.
