Le istituzioni scolastiche stanno procedendo, come richiesto dalle Linee guida per l’orientamento adottate con D.M. 22 dicembre 2022, n. 328, alla piena attuazione dei moduli di orientamento formativo e alla conferma delle figure dei docenti tutor e dei docenti orientatori per l’a.s. 2025/2026, ma non dispongono ancora, in concreto, delle risorse finanziarie necessarie alla loro valorizzazione per l’anno scolastico in corso. Questa situazione genera incertezza gestionale e contrattuale nelle scuole, costrette a programmare attività essenziali per gli studenti senza la copertura economica esigibile e già preannunciata dall’amministrazione centrale.
La Nota MIM prot. n. 6013 del 17 novembre 2025, nel fornire indicazioni per l’avvio delle attività di orientamento per l’a.s. 2025/2026, rinvia espressamente a una successiva comunicazione per la definizione delle risorse destinate alla valorizzazione dei docenti tutor e orientatori, pur sottolineando il ruolo strategico di tali figure nel dare attuazione alla riforma dell’orientamento prevista dal PNRR e nel contrasto alla dispersione scolastica. La successiva Nota dipartimentale del 12 dicembre 2025, recante le “Linee guida per l’orientamento – valorizzazione docenti tutor e orientatori e attività di formazione – a.s. 2025/2026”, indica con chiarezza criteri, requisiti e parametri economici di riferimento (compenso garantito per il docente orientatore in ogni istituzione scolastica, range dei compensi per i tutor, collegamento con le risorse del Programma Nazionale “Scuola e competenze” 2021–2027), ma precisa che il decreto ministeriale che definisce i criteri di riparto e le modalità di utilizzo delle risorse di cui all’articolo 5, comma 4-bis, del D.L. 27 dicembre 2024, n. 202, è ancora “in corso di emanazione”.
Ne deriva un evidente scarto tra le aspettative legittimamente generate presso le scuole e la concreta possibilità di riconoscere, nei tempi utili, i compensi ai docenti coinvolti, da definirsi in sede di contrattazione integrativa d’istituto.
Per i dirigenti scolastici questo quadro comporta un aggravio significativo: occorre individuare i tutor e gli orientatori nel rispetto dei requisiti fissati (formazione conclusa sul percorso “OrientaMenti”, continuità di funzione, esperienza in ambito orientamento, dispersione, PCTO, disponibilità pluriennale), programmare e monitorare i moduli di orientamento di almeno 30 ore in tutti i percorsi della secondaria, attivare e gestire l’E-Portfolio e la Piattaforma Unica, costruire reti con università e AFAM per i percorsi PNRR 1.6, senza però poter dare certezza né sull’entità né sui tempi di erogazione dei compensi dovuti al personale individuato. È una dinamica che lede, in concreto, la prerogativa dirigenziale di garantire una gestione responsabile e trasparente delle risorse umane e finanziarie, esponendo i dirigenti a tensioni interne e a una gestione negoziale “al buio” con la RSU, in aperta contraddizione con la logica di accountability che la stessa amministrazione invoca nei confronti delle scuole.
Dal punto di vista della visione di scuola che condividiamo, l’orientamento non può ridursi a un adempimento formale né essere affidato alla buona volontà di pochi docenti motivati, ma richiede un impianto stabile, sostenuto da risorse certe, programmabili e tempestive, che permettano ai dirigenti scolastici di valorizzare adeguatamente le professionalità coinvolte e di integrare in modo sistemico le attività nel PTOF.
Per queste ragioni ANP sollecita con fermezza l’amministrazione a emanare senza ulteriore ritardo il decreto ministeriale di riparto, a disporre l’assegnazione delle risorse alle istituzioni scolastiche per l’a.s. 2025/2026 e a garantire un quadro finanziario triennale chiaro e stabile per le figure dei tutor e degli orientatori, in modo da consentire ai colleghi di esercitare pienamente le proprie responsabilità organizzative e di riconoscere, nei tempi dovuti, il lavoro aggiuntivo che la riforma dell’orientamento esige.
Solo così sarà possibile dare coerenza tra gli impegni assunti a livello normativo e l’operatività quotidiana delle scuole, trasformando l’enfasi sull’orientamento in un reale miglioramento delle opportunità di crescita per studentesse e studenti.
