L’ANP è vicina alle famiglie, al personale e ai dirigenti che, ancora una volta, si trovano a dover fare i conti con la fragilità degli edifici scolastici.
In provincia della Spezia, varie scuole hanno riportato consistenti danni a causa del maltempo. In un caso, una bambina è stata colpita – sembra fortunatamente in modo lieve – dalla recinzione di un cantiere divelta dal vento. Un altro caso ha riguardato il crollo di un controsoffitto in un’aula, fortunatamente subito prima dell’inizio delle lezioni.
Tali episodi si inseriscono in un quadro che ANP denuncia da anni: la sicurezza delle scuole non è mai diventata una vera priorità nell’agenda politica, nonostante il diffuso stato di fatiscenza del patrimonio edilizio e le ripetute segnalazioni dei dirigenti. Ricordiamo che, in virtù della legge n. 23/1996, la responsabilità di mettere a disposizione edifici sicuri compete agli enti locali proprietari. Per l’ANP la prevenzione deve diventare la regola, non l’eccezione, e gli enti locali devono assumere con maggiore proattività l’iniziativa in materia di sicurezza degli edifici.
Sul piano delle responsabilità giuridiche, com’è noto, la modifica introdotta dalla legge n. 215/2021 all’art. 18 del D.lgs. 81/2008 ha chiarito che la valutazione dei rischi strutturali degli edifici scolastici e l’individuazione delle misure necessarie a prevenirli sono di esclusiva competenza dell’amministrazione tenuta alla loro fornitura e manutenzione, cioè dell’ente locale proprietario. Il dirigente scolastico è naturalmente responsabile dell’organizzazione del lavoro e delle misure di prevenzione di propria competenza, ma non può sostituirsi al proprietario dell’immobile nella valutazione e nella gestione dei rischi strutturali, tanto più in presenza di cantieri. Peraltro, proprio in questi giorni sta per essere approvato un emendamento al DL n. 200/2025, cosiddetto “decreto Milleproroghe”, che differisce ulteriormente il termine entro cui disciplinare la valutazione congiunta, tra dirigente scolastico ed ente locale, dei rischi connessi agli edifici scolastici.
Non possiamo non insistere con richieste già avanzate in precedenti occasioni:
- gli enti locali devono assumere la sicurezza degli edifici scolastici come priorità assoluta nella programmazione degli interventi e nell’utilizzo delle risorse, comprese quelle PNRR
- ogni cantiere in ambiente scolastico deve essere progettato tenendo conto non solo dei tempi di realizzazione dell’opera, ma anche della continuità e della sicurezza dell’azione educativa
- occorre accelerare l’adozione del decreto interministeriale previsto dalla legge n. 215/2021 per definire modalità operative certe di valutazione congiunta dei rischi tra datori di lavoro scolastici ed enti proprietari.
Lavori di manutenzione straordinaria talmente invasivi da comportare demolizioni, squarci nei pavimenti e controsoffitti aperti non dovrebbero essere effettuati in costanza delle attività didattiche. Riteniamo che interventi strutturali di questa natura debbano essere programmati prioritariamente nei periodi di sospensione delle lezioni – in estate o comunque senza presenza di studenti – oppure, se inevitabile svolgerli in continuità, devono essere accompagnati da una rigorosa pianificazione logistica che escluda qualsiasi interferenza con l’attività scolastica, anche a costo di soluzioni temporanee alternative.
La qualità della scuola necessita in primo luogo di edifici sicuri: non è accettabile affidarsi alla fortuna per garantire l’incolumità di studenti, personale e famiglie.
