Il D.M. n. 35 del 27 febbraio 2026 reca l’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2026, destinato a fissare le priorità strategiche del sistema scolastico per il triennio 2026-2028. La lettura comparata con l’Atto 2025 restituisce un quadro di sostanziale continuità nell’impianto strategico – contrasto alla dispersione scolastica, valorizzazione del personale, filiera tecnologico-professionale, semplificazione burocratica, attuazione del PNRR – con alcune novità che meritano una valutazione attenta.

Il contratto 2022-2024 per l’area istruzione e ricerca

La novità più attesa riguarda il CCNL dell’area della dirigenza scolastica. L’Atto 2026 annuncia l’intenzione di chiudere nel corso dell’anno il contratto relativo al triennio 2022-2024 per il quale le trattative sono state aperte il 16 marzo ultimo scorso. Come è noto, si è accumulato un grosso ritardo rispetto alle altre categorie dirigenziali e quindi ci attendiamo una celere negoziazione per riconoscere ai colleghi quanto loro dovuto.

La valutazione: eccellenza riconosciuta, criticità da correggere

Dovranno essere valorizzate e incentivate le pratiche di eccellenza riconosciute attraverso il sistema di valutazione avviato con il D.M. n. 47/2025. Gli esiti della prima applicazione hanno registrato risultati mediamente molto elevati a livello nazionale: una testimonianza concreta della professionalità della categoria e del suo impegno quotidiano, spesso in condizioni operative tutt’altro che agevoli. L’eccellenza certificata dallo stesso Ministero rafforza le nostre rivendicazioni sul piano contrattuale ed economico. Restano tuttavia criticità aperte che ANP porterà al tavolo ministeriale di monitoraggio con l’obiettivo di migliorare l’impianto complessivo del sistema già dal corrente anno scolastico.

La sicurezza: passi avanti, ma servono strumenti concreti

Sul fronte infrastrutturale, l’Atto evidenzia lo stanziamento di circa 12 miliardi di euro per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Un impegno che valutiamo positivamente, in quanto i dirigenti scolastici sono sempre in prima linea per garantire a tutti la massima sicurezza.

Sul fronte della sicurezza del personale, registriamo una novità legislativa significativa: l’articolo 11 del D.L. 24 febbraio 2026, n. 23 ha introdotto l’arresto in flagranza per chi arreca lesioni al personale scolastico, equiparandone la tutela a quella del personale sanitario. Si tratta di un risultato che ANP ha perseguito con determinazione e che accogliamo con grande favore. A tale riguardo proporremo, in sede di conversione, di estendere la tutela anche al personale ATA.

Il welfare: una disparità da colmare subito

L’introduzione di una polizza sanitaria integrativa per il personale scolastico, con un investimento di 80 milioni fino al 2029, rappresenta una novità positiva rispetto all’Atto 2025. Tuttavia, mentre per il comparto scuola è stato già sottoscritto il CCNI sui criteri di accesso al sistema di assistenza sanitaria integrativa, per i dirigenti scolastici questo passaggio non è ancora avvenuto. Una disparità ingiustificata che a nostro avviso deve essere colmata con urgenza.

Il Codice di comportamento del personale scolastico: una novità attesa e necessaria

L’Atto 2026 preannuncia l’emanazione, nel corso del medesimo anno, del Codice di comportamento del personale scolastico. Condividiamo tale indirizzo con particolare favore, perché risponde a un’esigenza reale e da lungo tempo disattesa. Il sistema educativo ha operato per decenni in assenza di un quadro deontologico organico e specifico, affidandosi al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. n. 62/2013, troppo generale per tenere conto delle peculiarità di un contesto professionale complesso e sui generis come quello scolastico.

Un Codice specifico è particolarmente necessario con riferimento al personale docente la cui attività richiede un quadro di riferimento che definisca con precisione i confini tra libertà di insegnamento e responsabilità professionale, tra autonomia didattica e doveri deontologici.

Il Codice di comportamento rappresenta dunque uno strumento atteso non solo da studenti e famiglie ma anche e soprattutto dai dirigenti scolastici, chiamati a vigilare sul rispetto delle regole e a intervenire in caso di loro violazione. Chiediamo che il suo iter di elaborazione coinvolga anche le rappresentanze della dirigenza e che definisca con precisione le procedure e le responsabilità connesse alla sua applicazione.

Le Indicazioni nazionali e il Testo Unico: processi da seguire con attenzione

Dovranno essere adottate nuove Indicazioni nazionali per i licei e nuove Linee guida per gli istituti tecnici, in logica continuità con quelle già adottate per il primo ciclo. Ci riserviamo una valutazione più compiuta non appena i testi saranno disponibili, segnalando fin d’ora che ogni revisione curricolare di questa portata produce importanti ricadute organizzative e gestionali sulle istituzioni scolastiche.

Sul Testo Unico n. 297/1994, chiediamo che i lavori della apposita Commissione siano accelerati con decisione. L’attuale quadro normativo presenta contraddizioni strutturali che pesano quotidianamente sull’operato dei dirigenti: il combinato disposto del T.U. vigente, dell’art. 25 del D.lgs. n. 165/2001 e della normativa successiva genera una distonia profonda nella governance della scuola, preconizzata dai noti pareri del Consiglio di Stato nel 1999 e nel 2000. Chiediamo fin da ora che l’ANP sia audita a tale riguardo.