Si è svolto oggi, 17 aprile 2026, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito l’incontro di informazione sulla Direttiva per l’accreditamento degli enti deputati a erogare la formazione in servizio continua del personale scolastico e la formazione incentivata dei docenti, ai sensi dell’art. 16-ter del D.lgs. n. 59/2017. Per l’Amministrazione erano presenti la Dott.ssa Antonella Tozza, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, il Dott. Davide D’Amico, della Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica, e la Dott.ssa Antonietta D’Amato, Direttore generale della segreteria tecnica della Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione (SAFI).
La Direttiva ridefinisce il sistema di accreditamento introducendo una governance organica e integrata tra la Direzione generale per la formazione del personale scolastico, il Comitato tecnico nazionale – istituito presso il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione – e la SAFI, a garanzia della qualità dei servizi offerti dagli enti accreditati. Particolare attenzione è posta alla coerenza dei Piani di formazione con le Linee di indirizzo triennali della Scuola e alla collaborazione con le Università: il nuovo sistema prevede che almeno il 30% dei formatori abbia maturato un’esperienza pregressa di collaborazione almeno triennale con strutture universitarie.
L’ANP ha espresso grande perplessità al riguardo, ritenendo tale requisito eccessivamente stringente e oltremodo selettivo poiché esclude formatori che, pur privi di un percorso accademico, hanno consolidato competenze sul campo con ricadute dimostrate sull’innovazione didattica e organizzativa delle scuole. Simili esperienze, già efficaci e riconosciute, ben difficilmente possono essere sostituite dalla sola, seppur preziosa, preparazione accademica.
La promozione di una formazione di qualità, quale leva strategica per il miglioramento e la valorizzazione delle professionalità nella scuola, necessita di distinguere all’interno del sistema di accreditamento i requisiti di valutazione delle proposte di formazione: da una parte quella continua del personale che ha bisogno di un forte aggancio ai contesti operativi delle singole scuole, dall’altra la formazione incentivata delle figure di sistema che in una logica di middle management richiede livelli di approfondimento e di ricerca più ampi.
Abbiamo pertanto chiesto l’apertura del confronto per formulare osservazioni puntuali e proposte di miglioramento, al fine di non disperdere il patrimonio di expertise e buone pratiche già costruito dagli enti nel tempo, senza rinunciare alla supervisione garantita dal Comitato tecnico nazionale.
Come sempre, terremo tempestivamente informati gli iscritti sugli sviluppi della questione.
