Il decreto interministeriale MIM-MEF n. 56 del 30 marzo 2026 istituisce in via sperimentale un servizio di sostegno psicologico per gli studenti delle scuole secondarie. L’ANP valuta positivamente il provvedimento perché risponde a un bisogno reale e urgente che i colleghi dirigenti ben conoscono e segnalano da anni. Il disagio psicologico giovanile non è più un fenomeno episodico e la scuola – che spesso lo intercetta precocemente – aveva bisogno di uno strumento dedicato. Alcune questioni operative, tuttavia, meritano attenzione prima che la sperimentazione prenda avvio.
Il provvedimento dà attuazione all’articolo 1, commi 345, 346 e 347 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 che ha costituito il Fondo per il servizio di sostegno psicologico in favore degli studenti con 10 milioni di euro per il 2025 e 18,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. Tale servizio – denominato “AscoltaMI” e accessibile tramite uno specifico applicativo della Piattaforma Unica – è rivolto agli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e al primo biennio della scuola secondaria di secondo grado. A ciascun beneficiario è riconosciuto un voucher del valore di 250,00 euro, comprensivo degli oneri fiscali e previdenziali, fruibile per un massimo di cinque incontri individuali da sessanta minuti con uno psicologo accreditato dal Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi.
Il decreto, all’articolo 3, delinea i passaggi fondamentali del servizio. All’istituzione scolastica è affidato il compito di informare studenti e famiglie all’inizio dell’anno scolastico; i genitori o i titolari della responsabilità genitoriale, anche a seguito di segnalazioni formulate dal dirigente scolastico o dal personale docente, accedono alla piattaforma e richiedono l’attivazione del voucher, previo rilascio del consenso informato. L’istituzione scolastica recepisce, attraverso la Piattaforma Unica, le comunicazioni di avvio e conclusione del servizio. Il decreto prevede, inoltre, che essa possa promuovere protocolli d’intesa con enti locali e servizi socio-sanitari territoriali per una gestione integrata del supporto agli studenti.
Ad avviso dell’ANP, il ruolo assegnato al dirigente scolastico – di raccordo tra famiglie, professionisti psicologi e servizi territoriali – è coerente con la natura della funzione dirigenziale. Osserviamo, però, che la facoltà degli USR di delegare alle scuole la liquidazione e il pagamento dei compensi spettanti agli psicologi rischia di tradursi in un onere aggiuntivo per le segreterie. Chiediamo pertanto che di tale ulteriore incombenza si tenga conto nel prevedere adeguate forme di remunerazione aggiuntiva per il personale coinvolto. Una volta di più, infatti, il lavoro svolto dalle istituzioni scolastiche tende ad ampliarsi per rendere alla collettività un servizio sempre più complesso e per l’ANP tale circostanza non può e non deve realizzarsi a costo zero.
