Venerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.00
Intelligenza umana e intelligenza artificiale: educare il pensiero nell’era dell’IA
In un mondo che delega sempre più risposte agli algoritmi, è fondamentale educare il pensiero per impedire che l’intelligenza artificiale diventi una “scatola nera” che fornisce soluzioni pronte. Rimettere al centro la dimensione umana significa imparare a governare la tecnologia, per decidere in modo consapevole se e come l’intelligenza artificiale debba entrare nei contesti educativi. La sua adozione non va data per scontata: si tratta, quindi, di comprenderne limiti, potenzialità e implicazioni, per poi arrivare a una scelta la più possibile condivisa con docenti, studenti e famiglie.
Juan Carlos De Martin Professore ordinario di Ingegneria Informatica e Codirettore del Centro Nexa su Internet e società
Introduce: Licia Cianfriglia ANP
Coordina Thomas Ducato Edulia Treccani
L’incontro è inserito all’interno di un ciclo di webinar gratuiti organizzato da Edulia Treccani Scuola in collaborazione con ANP, Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola. Attestato di partecipazione disponibile sul sito Edulia Treccani.

Gli ultimi sviluppi delle tecnologie dette di “intelligenza artificiale” interrogano il mondo della scuola: questo avviene non soltanto perché vengono insistentemente offerti nuovi servizi di IA, ma anche per le potenziali scelte culturali, organizzative e normative che potrebbero incidere sulla struttura stessa dell’istituzione scolastica.
In questo orizzonte, spesso quella dell’IA viene presentata come una trasformazione che riguarda il modo stesso in cui la conoscenza viene prodotta, organizzata e condivisa. Quanto c’è di vero in questa narrazione? Qual è l’effettivo potenziale dei servizi di IA, quali i limiti, quali le implicazioni di una loro eventuale adozione in ambito scolastico?
Dirigenti, figure di sistema e docenti sono chiamati a valutare qualsiasi innovazione, inclusa lA, partendo da un approccio antropocentrico, definendo criteri, limiti e obiettivi in cui la tecnologia – se adottata – sia sempre orientata a sostenere l’autonomia dei discenti: uno strumento culturale che richiede mediazione, responsabilità e riflessione etica condivisa.
