A distanza di quasi un anno dall’entrata in vigore della legge n. 22/2025 sulle competenze non cognitive e trasversali, è arrivato il Decreto n. 6 del 15 gennaio 2026 con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito definisce i criteri e le modalità operative per la relativa sperimentazione nazionale. 

Si tratta di un’iniziativa di portata significativa che si inserisce in un più ampio percorso di rinnovamento educativo e risponde alle raccomandazioni europee sull’apprendimento permanente, secondo un approccio che valorizza le soft skills – perseveranza, autoregolazione, flessibilità, senso di responsabilità, rispetto dell’altro – come fattori determinanti per il successo scolastico 

La sperimentazione avrà durata triennale – dal 2025/26 al 2027/28 – e coinvolgerà istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, centri provinciali per l’istruzione degli adulti e percorsi di istruzione e formazione professionale.  

Gli obiettivi sono molteplici: individuare le competenze non cognitive più rilevanti per contrastare analfabetismo funzionale e dispersione scolastica, raccogliere buone pratiche metodologico-didattiche innovative, sviluppare criteri e strumenti di rilevazione coerenti con la certificazione delle competenze europee e verificare l’impatto sulla riduzione della povertà educativa. 

Anche su tale argomento l’ANP terrà a breve un webinar per i nostri soci al fine di accompagnarli nella progettazione per candidare le loro scuole – singolarmente o in rete – all’emanando Avviso nazionale.  

Il decreto valorizza l’autonomia scolastica integrando nel curricolo metodologie attive e inclusive. L’obiettivo centrale è garantire la piena accessibilità per tutti gli studenti, con particolare attenzione a chi è in condizione di disabilità o con bisogni educativi speciali. 

Per i dirigenti scolastici la sperimentazione rappresenta, dunque, un’occasione per ripensare la progettualità dell’istituto in chiave sistemica, riconoscendo il valore di un’educazione intesa come sviluppo integrale della persona. 

Il modello operativo prefigurato si fonda sulla valorizzazione delle esperienze già maturate dalle scuole come punto di partenza per costruire un quadro organico e condiviso. Al termine del percorso sperimentale, saranno adottate apposite Linee guida nazionali, calibrate sulle Indicazioni curricolari vigenti e sulle competenze chiave europee per l’apprendimento permanente. 

Tuttavia, un investimento autentico sul capitale umano richiede coerenza tra obiettivi dichiarati e risorse messe a disposizione. A tale proposito, indichiamo due profili critici – rilevati anche dal CSPI – che meritano attenzione: 

  • il vincolo dell’invarianza finanziaria che rischia di limitare la portata dell’intervento: chiedere di realizzare una sperimentazione ambiziosa esclusivamente con le risorse dell’organico dell’autonomia significa sottovalutare il carico di lavoro che docenti e dirigenti scolastici già sostengono quotidianamente 
  • l’urgenza di avviare il Piano straordinario triennale di formazione dei docenti previsto dall’articolo 3 della legge n. 22/2025 per dotare gli insegnanti delle metodologie necessarie: senza adeguato supporto formativo e senza risorse dedicate il rischio è che l’innovazione pedagogica rimanga sulla carta.