I recenti fatti della Spezia hanno evidenziato, sebbene in circostanze eccezionali per gravità, come i dirigenti scolastici si trovino oggi a operare in contesti sociali sempre più complessi e sfidanti. Studenti con comportamenti fuori controllo, genitori che minacciano e aggrediscono il personale scolastico, relazioni interpersonali che si sfilacciano o si inaspriscono oltremodo. 

Tali episodi riportano inevitabilmente l’attenzione sullo stress lavoro-correlato e, nella sua forma più acuta, sul burnout. 

L’ANP si occupa da anni di monitorare lo stato di salute dei colleghi, attraverso apposite indagini e dossier. Abbiamo inoltre chiesto all’Amministrazione di avviare il confronto, ai sensi dell’art. 5, c. 3, del CCNL 2019-2021 Area “Istruzione e Ricerca”, sulle linee di indirizzo e sui criteri generali in materia di salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’abbiamo anche sollecitata a costituire quanto prima l’Organismo paritetico, organo preposto a occuparsi del fenomeno. Sono necessità urgenti che non possono essere ulteriormente procrastinate, al fine di tutelare il benessere dei colleghi nonché la qualità del servizio educativo che essi sono chiamati a garantire.  

Torniamo dunque a richiedere all’Amministrazione, specie dopo l’odierno caso di aggressione a un dirigente scolastico di Bari, il doveroso avvio del confronto su tale materia. 

I dirigenti scolastici dimostrano quotidianamente una tenuta psicologica, una resilienza e una capacità di gestire i contraccolpi emotivi tali da rappresentare un esempio di professionalità anche per altre amministrazioni. Certo, possono contare su alcuni fattori protettivi tra cui, al primo posto, merita di essere ricordato il loro senso dello Stato e, al secondo posto e senza falsa modestia, il supporto dell’ANP. A tal fine invitiamo i colleghi a rivolgersi alla nostra struttura nazionale e alle nostre sedi territoriali tutte le volte che  é necessario. L’ANP svolge infatti un servizio di affiancamento che va ben oltre la semplice “consulenza sindacale” per assumere, grazie alla nostra duplice natura di associazione professionale, quella dimensione di sostegno professionale che può dare man forte ai dirigenti nel quotidiano “corpo a corpo” con le reali difficoltà lavorative. 

Resta tuttavia il fatto che ogni percorso professionale ha una dimensione personale unica e che le relative fragilità possono manifestarsi nei modi più inaspettati. Per tale motivo, l’Amministrazione deve prevedere non solo misure generali volte a migliorare le condizioni di lavoro della categoria, ma anche protocolli di valutazione specifici per tutelare l’integrità psicofisica del dirigente quando i fattori di rischio, gli stressor, divengono cronici. 

L’INAIL, in un documento pubblicato di recente, ha riconosciuto il burnout come un fenomeno in costante crescita impattante su ogni ambito lavorativo, con conseguenze gravi tanto per i singoli quanto per le organizzazioni. Si tratta di una sindrome da esaurimento professionale che nasce da uno stress lavorativo cronico mal gestito. Si manifesta attraverso l’esaurimento emotivo e fisico, la disaffezione lavorativa e il senso di inefficacia professionale. 

Come purtroppo ben sanno i colleghi, nella quotidianità professionale i fattori di rischio sono molteplici e pervasivi. Basti pensare al sovraccarico di lavoro connesso alla molteplicità dei fronti da gestire e aggravato da scadenze sempre più ravvicinate che inficiano qualsiasi programmazione. Né si può ignorare il crescente impegno relazionale richiesto al dirigente per fronteggiare la facile conflittualità con gli interlocutori tradizionali e mantenere rapporti collaborativi sempre più onerosi dal punto di vista emotivo con le famiglie. 

A livello psicologico, pesa spesso un senso di isolamento, proprio del ruolo apicale, cui si accompagnano un forte senso di responsabilità verso la comunità scolastica nonché concreti timori per eventuali conseguenze legali e disciplinari. Infine, il dirigente deve fare i conti con fattori ambientali, come l’estensione indeterminata dell’orario di lavoro e una reperibilità che non è eccessivo definire costante.  

Per questo è fondamentale prestare attenzione ai segnali di allarme: quando emergono senso di esaurimento, disaffezione emotiva e soprattutto un senso di inefficacia professionale con conseguente perdita di autostima, non è più consentito ignorare una situazione che può condurre a danni irreversibili.