L’articolo 11 del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23 introduce finalmente, nel nostro ordinamento, l’arresto in flagranza per chi arreca lesioni al personale scolastico, tutelandolo alla pari del personale sanitario. È un risultato di grande rilievo che intercetta le richieste avanzate dall’ANP nel tempo e configura, sul piano politico e culturale, un riconoscimento del valore e della responsabilità professionale di chi opera nella scuola.

Come i colleghi ben sanno, la tutela ordinamentale era già stata rafforzata di recente da significativi interventi. Le leggi n. 25/2024 e n. 150/2024, infatti, avevano aggravato i delitti di violenza e minaccia contro il personale scolastico introducendo, tra l’altro, una specifica sanzione amministrativa in favore dell’istituzione scolastica. Nonostante ciò, gravi episodi di aggressione – come quello che in questo mese ha visto vittime una dirigente scolastica calabrese e un docente pugliese – hanno dimostrato che l’inasprimento delle pene, da solo, non è sufficiente a interrompere la spirale di violenza verso chi rappresenta l’istituzione scolastica sul territorio.

L’ANP ha subito sostenuto con forza la necessità di estendere l’arresto in flagranza alle aggressioni in danno del personale scolastico.

Non condividiamo, però, l’esclusione da questa tutela del personale ATA che, pure, è parte integrante della comunità educativa e risulta soggetto alle stesse dinamiche riservate a dirigenti e docenti. Ciò determina un’asimmetria ingiustificata che chiediamo di correggere in fase di conversione, estendendo espressamente il perimetro soggettivo della norma a tutto il personale scolastico.

Sul piano tecnico, segnaliamo un profilo critico: il riferimento alle “lesioni personali” come presupposto dell’arresto in flagranza introduce un elemento di complessità operativa che rischia di ridurne l’effettività. Le lesioni, specie nei casi meno gravi o nelle forme non evidenti – danni interni, esiti differiti, conseguenze psicologiche – non sono sempre percepibili nell’immediatezza dei fatti.

Pur con le riserve sopra espresse, la misura introdotta rappresenta un importante successo dell’ANP, a conferma del nostro costante impegno in favore della sicurezza nelle scuole e della protezione della dirigenza scolastica e di tutto il personale. In sede di conversione in legge avanzeremo puntuali proposte di modifica e di integrazione.

Chi lavora nella scuola, al pari di chi la frequenta, deve essere adeguatamente tutelato dall’ordinamento.