Da alcune settimane gli Uffici scolastici regionali stanno procedendo alla pubblicazione degli elenchi degli enti e delle associazioni disponibili ad accogliere gli studenti sanzionati per lo svolgimento di attività di cittadinanza attiva e solidale. A tale riguardo, non possiamo fare a meno di evidenziare rilevanti criticità che rendono difficoltosa la concreta e coerente attuazione dell’articolo 4, comma 8-ter, del DPR n. 249/1998 recentemente novellato dal DPR n. 134/2025. 

Come noto, la riforma dello Statuto delle studentesse e degli studenti ha introdotto, per i casi di allontanamento dalle lezioni da tre a quindici giorni, l’obbligo per le scuole di attivare percorsi di cittadinanza presso strutture esterne convenzionate, trasformando la sanzione disciplinare in un’occasione educativa e riparativa. Le istituzioni scolastiche devono scegliere le strutture all’interno dei suddetti elenchi regionali e stipulare con le stesse specifiche convenzioni – sulla base dell’apposito modello messo a disposizione dei colleghi dall’ANP – definendo attività, tempi, modalità, contesto, limiti e figure di riferimento, con particolare attenzione alla sicurezza degli studenti e alla tutela dei minori. 

Pur condividendo il valore pedagogico dell’impianto riformatore, riteniamo che la sua attuazione sia seriamente inficiata da alcune criticità: 

  • elenchi regionali con un numero molto limitato di enti, insufficienti rispetto al fabbisogno delle scuole secondarie  
  • distribuzione territoriale squilibrata con molte strutture collocate molto lontane dalle scuole, in particolare nelle aree interne e nel caso dei piccoli comuni 
  • assenza di strutture in intere province, con la conseguenza che le istituzioni scolastiche non dispongono, di fatto, di alcuna opzione praticabile entro il proprio bacino territoriale 
  • mancata esplicitazione di una copertura assicurativa, per gli infortuni in itinere, analoga a quanto espressamente previsto per la Formazione scuola-lavoro 
  • richiesta alle scuole, da parte di alcune strutture inserite negli elenchi regionali, del pagamento di un corrispettivo per svolgere il servizio. 

Questi aspetti, oltre a creare difficoltà organizzative, si traducono potenzialmente in ulteriori responsabilità a carico dei dirigenti scolastici. 

In particolare, il ricorso a strutture lontane implica problemi di trasporto, vigilanza e accompagnamento. L’assenza di enti nel territorio di prossimità potrebbe indurre le istituzioni scolastiche ad adottare sanzioni più lievi di quanto sarebbe richiesto dalla gravità dell’infrazione commessa, con evidente pregiudizio per la funzione educativa del procedimento disciplinare. L’impossibilità pratica di attivare percorsi coerenti con la condotta tenuta rischia, inoltre, di vanificare quello scatto culturale che la riforma ha opportunamente perseguito, spostando l’asse dalla sospensione “passiva” alla responsabilizzazione attraverso l’impegno civico. 

In tale contesto, è essenziale che le scuole siano messe in condizione di applicare la norma in modo sensato e sostenibile, senza essere costrette a improvvisare soluzioni. 

L’ANP, nel confermare la piena condivisione degli obiettivi educativi sottesi alla riforma, ritiene necessario che l’Amministrazione intervenga con urgenza: 

  • integrando gli elenchi regionali, laddove necessario, per garantire un numero adeguato di strutture e una loro ragionevole distribuzione in prossimità di tutte le istituzioni scolastiche secondarie, con specifica attenzione alle scuole secondarie di primo grado nelle quali i comportamenti problematici risultano statisticamente più frequenti 
  • disciplinando la copertura assicurativa degli studenti, in modo da includere gli infortuni in itinere relativi alle attività di cittadinanza attiva e solidale, in linea con quanto già previsto per la Formazione scuola-lavoro 
  • chiarendo la possibilità, per le scuole che non dispongano di strutture sufficientemente vicine, di svolgere le attività di cittadinanza attiva e solidale all’interno della comunità scolastica, valorizzando quanto previsto dall’articolo 4, comma 8-quater, del DPR n. 249/1998, laddove non sussistano strutture concretamente raggiungibili dagli studenti 
  • vigilando sulla corretta applicazione della normativa da parte degli enti individuati per evitare che questi ultimi formulino richieste di pagamento. 

Invitiamo i colleghi a segnalare alle sedi territoriali ANP le difficoltà incontrate nell’applicazione delle disposizioni sulle attività di cittadinanza attiva e solidale, così da portare ai tavoli istituzionali una rappresentazione puntuale delle criticità e contribuire a soluzioni che tutelino la sicurezza degli studenti, la sostenibilità organizzativa delle scuole e la credibilità della funzione educativa delle sanzioni disciplinari. 

Nel frattempo, continueremo a supportare i colleghi mettendo a loro disposizione strumenti operativi e monitorando con attenzione gli effetti delle nuove disposizioni.