A pochi giorni dalla ripresa delle lezioni rileviamo che l’ordinanza ministeriale sugli esami integrativi nei percorsi della scuola secondaria di secondo grado non risulta ancora pubblicata. Dalla mancata pubblicazione derivano criticità organizzative di non poco conto: tali esami devono concludersi prima dell’inizio delle lezioni e in alcune realtà – Bolzano tra queste, dove si rientra in classe il 7 settembre – i giorni utili per organizzarli, costituire le commissioni e concluderli si sono già praticamente esauriti.
L’istruttoria è già conclusa, essendo stata resa l’informazione ai sindacati e acquisito il parere del CSPI sullo schema di ordinanza. Il provvedimento si fonda sull’articolo 1, comma 7, del D.lgs. n. 226/2005, come novellato dall’articolo 1, comma 3, del DL n. 127/2025: base legislativa resa necessaria dall’annullamento, da parte del Consiglio di Stato (sez. VII, 9 aprile 2024, n. 3250), del precedente DM n. 5/2021, per violazione della riserva di legge in materia di esami scolastici (art. 33, commi terzo e quarto, Cost.).
Lo schema impone, all’articolo 2, che gli esami si svolgano “in un’unica sessione speciale, che deve aver termine prima dell’inizio delle lezioni”; all’articolo 6 stabilisce però che si applica solo “a decorrere dalla data della sua pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero dell’istruzione e del merito”.
È qui il nodo che segnaliamo con urgenza: fino alla pubblicazione, i dirigenti scolastici non hanno le coordinate operative – calendario, composizione della commissione, soglia di sufficienza – per organizzare esami che la stessa norma vuole conclusi prima delle lezioni. Si tratta di una questione che richiama, per analogia, quanto già accaduto nel 2021, quando l’assenza di una base giuridica adeguata espose il provvedimento allora vigente all’annullamento: la riforma legislativa che ha dato oggi fondamento primario alla materia può produrre pienamente i suoi effetti solo se l’ultimo tassello attuativo – l’ordinanza – arriva in tempo utile.
Laddove l’anno scolastico si apre prima, come in provincia di Bolzano, il tempo a disposizione delle scuole è ormai pressoché azzerato.
L’ANP chiede pertanto al MIM di procedere tempestivamente alla pubblicazione, affinché le scuole possano organizzare gli esami nei tempi previsti dalla stessa normativa, prevedendo, eventualmente, indicazioni specifiche per le realtà che aprono in anticipo. È nell’interesse delle scuole e delle famiglie che il provvedimento arrivi in tempo utile, con la serenità che gli studenti meritano.