Il blocco della certificazione dei CIR regionali sull’attribuzione ai dirigenti scolastici della retribuzione di posizione e di risultato per l’anno 2012/13, in atto da alcuni mesi, discende da una verifica da parte dell’Ufficio Centrale del Bilancio (UCB) che ha avuto come esito la richiesta al MIUR di ridefinire l’ammontare del Fondo Unico Nazionale in modo da non superare neanche di un centesimo il budget definito nel 2010.
La richiesta da parte dell’UCB, che inciderebbe dell’1,3% sull’intero ammontare del FUN, stupisce non poco, anzi provoca una vera e propria irritazione nei confronti di procedure contabili che hanno l’esclusivo fine di “fare cassa” anche su importi di irrilevante entità, indipendentemente dagli effetti che queste possono produrre.
La logica “sparagnina” che l’UCB intende imporre al MIUR non entra nel merito dei problemi, si disinteressa della distinzione tra voci stipendiali fisse e voci accessorie. Tanto meno si pone il problema di tener conto della scandalosa sperequazione che ancora caratterizza la retribuzione dei dirigenti inquadrati nell’Area V rispetto ai restanti dirigenti pubblici. o delle conseguenze derivanti dai vuoti d’organico che costringono i dirigenti scolastici si a farsi carico spesso di due amministrazioni pubbliche, quali sono le istituzioni colastiche.
È bene a questo punto, visto il perdurare della situazione di stallo, che vengano adeguatamente chiariti alcuni elementi della questione e a tal fine abbiamo chiesto, insieme alle altre OO.SS. rappresentative dell’Area V, una convocazione urgente al MIUR.
Il secondo elemento da chiarire è costituito dal fatto che la definizione del Fondo Unico Nazionale, poi ripartito tra le singole regioni, è stata operata dagli Uffici del MIUR sulla base di una informativa alle parti sindacali, in occasione della quale insieme ai responsabili del Ministero sono state verificate nella maniera più oculata le diverse fonti di approvvigionamento del Fondo stesso. Sarebbe stato lecito attendersi maggiore rispetto da parte del MEF riguardo al lavoro fatto, ma così non è stato, consolidando l’idea che l’Amministrazione scolastica centrale, come le altre amministrazioni, operino in regime di tutela da parte del MEF. Anche questo aspetto non appare affatto condivisibile.
Come terzo elemento è necessario ricordare che in occasione della stipula dell’ultimo CCNL dell’Area V, risalente ormai al 15 luglio del 2010, le delegazioni sindacali condivisero l’ipotesi di centralizzare la costituzione del Fondo Unico Nazionale e di ripartirlo regionalmente in rapporto all’organico dei dirigenti scolastici, anche al fine di impedire che si ripetesse il fenomeno dell’incapienza dei Fondi regionali, che aveva bloccato la contrattazione integrativa regionale dal 2007 in avanti.
L’ultimo elemento da ricordare è che dal 2010 i Contratti integrativi regionali hanno collocato correttamente le risorse eccedenti il tetto 2010 sulla retribuzione di risultato. Così è stato anche per i CIR 2012-2013 di cui è stata bloccata la certificazione. Sarebbe opportuno ricordare ai solerti funzionari del MEF che i dirigenti scolastici “godono” di una retribuzione di risultato che ammonta a circa il 25% di quella spettante ai dirigenti di seconda fascia dell’Area I.