- rendere disponibili, per i trasferimenti interregionali, tutti i posti resisi liberi anche dopo le consuete operazioni di mobilità annuale, estendendo la data limite da quella attuale del 15 luglio a un termine quanto più prossimo al 1° settembre
- stabilire procedure uniformi, valide per tutti gli UU.SS.RR., per evitare disparità di trattamento fra gli aspiranti alla mobilità e vigilare sulla loro corretta applicazione
- introdurre un meccanismo di incarico temporaneo annuale, in regione diversa da quella di attuale servizio, su tutti i posti disponibili ma non vacanti. Ciò metterebbe a disposizione dei colleghi, sia pure in maniera temporanea, posti che risultano di fatto disponibili per diversi anni consecutivi, perché legati a distacchi, comandi e collocamenti fuori ruolo spesso di lunga durata
- stabilire il principio che, dopo la conclusione del primo incarico triennale, sia possibile partecipare alle operazioni di mobilità interregionale, anche in costanza di incarico individuale, con criteri di priorità ai colleghi in servizio da più tempo in regioni diverse da quella di residenza
- consentire ai dirigenti scolastici di partecipare alle procedure di individuazione dei dirigenti della pubblica amministrazione anche ai sensi dell’art. 19, comma 5 del D.lgs. 165/2001, e non solo ai sensi dei commi 5-bis e 6, conseguendo così un’effettiva parità di trattamento fra dirigenti scolastici e il resto della dirigenza pubblica
- introdurre più incisive ed efficaci misure di welfare a favore dei dirigenti scolastici, in modo da attenuare almeno i pesanti disagi che determina la lontananza dalla propria famiglia, (anche eventualmente con il ricorso al lavoro agile).
- ha evidenziato la necessità di prestare attenzione agli effetti delle operazioni di dimensionamento, con particolare riferimento ai colleghi interessati alla perdita dell’attuale incarico
- ha assicurato l’intenzione di fornire la dovuta pubblicità sui posti disponibili e di coordinare le operazioni spettanti agli UU.SS.RR.
- si è dichiarata favorevole a che i posti disponibili all’esito delle operazioni di mobilità siano riassegnati ai dirigenti che in prima battuta non hanno ottenuto la mobilità.