- Innanzitutto, le rigide norme del Codice dei contratti pubblici non consentono alle istituzioni scolastiche di effettuare procedure di acquisto al di sopra della soglia europea, allo stato attuale fissata a 221.000 euro.
- Inoltre, è impossibile frazionare gli acquisti a causa dell’esplicito divieto imposto dall’articolo 14, comma 6 del Codice, richiamato anche dall’Autorità di missione del Ministero nella recente nota n. 206159 del 26 novembre 2025.
- Infine, salvo rarissimi casi, le scuole non sono stazioni appaltanti qualificate.
- non riuscire a sfruttare finanziamenti così importanti
- dover anticipare alle stazioni appaltanti qualificate disponibili il corposo corrispettivo per l’effettuazione delle gare, perdendolo qualora non riescano a rispettare le scadenze.
- l’affidamento si concluda entro la scadenza del 31 marzo 2026, come indicato dalla piattaforma;
- il termine ultimo per la conclusione dei progetti e per la presentazione della relativa richiesta di pagamento finale sia il 30 giugno 2026.
- supportare le istituzioni scolastiche nel reperimento delle stazioni appaltanti o centrali di committenza qualificate, anche in considerazione dei recenti incrementi di personale ministeriale appositamente assunto e formato
- disporre una proroga di entrambi i suddetti termini
- rafforzare l’organico delle segreterie delle scuole, in modo che queste possano ottenere una qualificazione di almeno primo livello (SF3) e gestire gare per servizi e forniture proprio fino a 750.000 euro.