L’ANP ha partecipato questa mattina, presso la sede del CNEL, all’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate 2026, curato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali e dedicato alle dichiarazioni dei redditi 2024. Il convegno è stato organizzato dalla CIDA, nell’ambito delle celebrazioni dei suoi 80 anni.
Gli esiti della ricerca sono nettissimi: il carico fiscale è fortemente iniquo.
Secondo l’Osservatorio, infatti, i contribuenti con redditi dichiarati da 35mila euro lordi in su sono il 18,78% del totale e versano il 65% dell’IRPEF. Tra i lavoratori dipendenti la concentrazione è simile: il 16,46% dichiara oltre 35mila euro e paga il 63,14% dell’IRPEF della categoria. All’estremo opposto, quasi 8 milioni di dichiaranti con redditi fino a 7.500 euro lordi versano in media 19 euro l’anno. Lo studio segnala inoltre che le tre aliquote teoriche diventano, tra detrazioni e deduzioni, almeno dieci.
Come ha osservato il professor Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi, il peso maggiore ricade su quadri, funzionari e dirigenti. Sono categorie oggi scarsamente rappresentate sia dalla politica sia dai sindacati, mentre le proposte si concentrano quasi sempre sulle fasce di reddito più basse.
L’ANP si riconosce appieno in questa lettura e chiede con forza che essa sia adeguatamente presa in considerazione dalla politica, specie in vista delle prossime elezioni: noi rappresentiamo nella scuola dirigenti pubblici e alte professionalità, lavoratori che dichiarano per intero il proprio reddito e portano responsabilità elevate, organizzative e personali.
Non si tratta di contrapporre categorie. La progressività della tassazione è un principio costituzionale che non mettiamo in discussione. Ma un sistema equo non dovrebbe far perdere, insieme, detrazioni, agevolazioni e prestazioni a chi ha maggiori competenze e responsabilità.
Per questo siamo uniti alla CIDA nella richiesta di correggere gli effetti-soglia e di rendere il sistema più equo. Un sistema fiscale condivisibile è una condizione di fiducia per chi lavora ogni giorno nelle istituzioni.
Continueremo a denunciare questo inaccettabile stato di cose in tutte le occasioni di confronto pubblico.