Come è noto, i calcoli stipendiali sono complessi, a causa della necessità di tenere conto delle numerose disposizioni di legge sui contributi previdenziali e le ritenute fiscali. Non conosciamo nel dettaglio il funzionamento di NoiPA, ovvero l’applicazione che consente di effettuare proprio tale calcolo per il personale di tante amministrazioni pubbliche, inclusi i dirigenti scolastici; possiamo però immaginarne la complessità e accettare che possa verificarsi, di tanto in tanto, qualche errore.
Da qualche tempo, però, sembra che gli errori si concentrino proprio sulla categoria che rappresentiamo. In queste ore stiamo riscontrando che l’importo dello stipendio di ottobre 2026, già visibile su NoiPA, è identico a quello di settembre sebbene il CCNL del 6 agosto 2026 dispieghi ormai i suoi effetti e ne siano stati addirittura pagati gli arretrati fino a settembre 2026.
Si tratta del terzo errore commesso quest’anno nei confronti dei colleghi. A gennaio, infatti, l’anticipazione del CCNL era stata azzerata per poi essere ripristinata solo a marzo con gli arretrati. A febbraio apparve una misteriosa “emissione speciale” poi annullata perché non spettante.
Sbagliare è umano; perseverare è diabolico, specie nei confronti di una categoria che:
- non si è mai sottratta a impegni lavorativi improvvisi e ben superiori alla normalità – uno su tutti, il PNRR – grazie all’abnegazione personale e al senso dello Stato che contraddistingue i dirigenti scolastici;
- attende l’apertura delle trattative per il CCNL 2025-2027;
- è indietro di oltre tre anni nella contrattazione integrativa, dato che la data di sottoscrizione dell’ultimo CCNI in vigore, ovvero quello per il 2023/24, risale al 1° agosto 2023, in quanto:
- non è ancora completato l’iter di controllo del CCNI 2024/25 che, dopo essere stato sottoscritto in ipotesi l’11 settembre 2025, giace in qualche polveroso cassetto degli uffici che ne devono autorizzarne la sottoscrizione definitiva;
- a causa dello stallo del 2024/25, non è ancora stata avviata la contrattazione del CCNI 2025/26 e del CCNI 2026/27 che si riferiscono, rispettivamente, a un anno scolastico già concluso e ad uno già iniziato;
- attende da decenni la risoluzione di una scandalosa iniquità retributiva nei confronti di tutti gli altri dirigenti pubblici.
I colleghi non possono più sopportare questo deludente e frustrante stato di cose.
L’ANP pretende che i contratti siano applicati e che la durata dei controlli sia mantenuta entro i limiti della decenza.