Con la nota prot. n. 167521 del 30 giugno 2026 l’Unità di Missione ha ulteriormente modificato, con decorrenza 6 luglio 2026, il sistema di rilevazione delle presenze nei progetti FSE+ del Programma “Scuola e Competenze” 2021-2027. Come la stessa nota chiarisce, le modifiche sono uno strumento preventivo, adeguato e necessario per mitigare il rischio di tagli finanziari in sede di controllo.
Tale obiettivo tutela i dirigenti scolastici e l’ANP lo condivide pienamente.
Proprio per questo, in continuità con quanto da noi già evidenziato a proposito della precedente Nota n. 16250/2026, chiediamo all’Amministrazione con spirito costruttivo ma con fermezza di rivedere gli aspetti procedurali che rischiano di produrre l’effetto opposto: penalizzare le scuole per fatti a loro non imputabili.
Si pensi, ad esempio, a un modulo con bambini dell’infanzia o della primaria: le famiglie li affidano alla scuola e nessun problema tecnico può giustificarne l’allontanamento o la sospensione della vigilanza. Il dirigente deve comunque garantire la sorveglianza e riconoscere il compenso ai formatori, a prescindere dall’esito della registrazione informatica. Se un disguido tecnico impedisse la firma nei tempi previsti, la scuola sosterrebbe comunque il costo del servizio ma rischierebbe di perdere il riconoscimento finanziario dell’attività: un doppio danno, del tutto sproporzionato, che trasformerebbe uno strumento di tutela in un boomerang per chi avesse operato correttamente.
Non possiamo fare a meno di osservare che anche il registro linguistico utilizzato nella nota rivela una certa distanza dalla quotidianità scolastica. Si afferma, infatti, che “ogni minuto di ritardo, pur se contenuto entro i 30 minuti, va recuperato al termine del percorso formativo”, senza considerare il tempo fisiologico di accoglienza e vigilanza, specie degli alunni del primo ciclo. E si prevede che il conteggio decorra “dall’orario in cui viene apposta la seconda firma” tra esperto e tutor: una regola che premia incontestabilmente la rapidità di sottoscrizione più che il coordinamento reale tra le due figure, chiamate anzitutto a occuparsi degli alunni.
Ma c’è di più: la possibilità che il dirigente attesti motivatamente il regolare svolgimento di un’attività non registrata per ragioni meramente tecniche risulta estremamente depauperata, in quanto la “segnalazione di malfunzionamento” è ammessa solo entro 30 minuti, richiede prova documentale ed esclude esplicitamente l’assenza di connessione a Internet o problemi tecnici dello SPID.
A tale riguardo, osserviamo sommessamente una duplice criticità:
- lo svolgimento di attività all’aperto – escursione, educazione ambientale, attività motoria – in un luogo privo di copertura di rete non rientrerebbe nella nozione di malfunzionamento e resterebbe quindi priva di qualunque rimedio, pur essendo addirittura incoraggiata dal Programma stesso;
- la funzione attestatrice propria del dirigente scolastico subirebbe un grave pregiudizio.
L’ANP, pertanto, chiede di modificare le procedure in essere per tenere conto delle condizioni reali in cui si svolge l’attività educativa, specie con gli alunni più piccoli, e di ampliare le possibilità di attestazione da parte del dirigente scolastico in caso di problemi tecnici.
In assenza di tali correttivi, le scuole rischiano di allontanarsi da un Programma percepito come sempre più distante dalla realtà scolastica: un esito che il Ministero non può avere alcun interesse a causare e che l’ANP non intende certo avallare.
Ribadiamo piena disponibilità al confronto istituzionale e reiteriamo la nostra richiesta, già formulata durante l’incontro del 17 giugno scorso, di apertura di un Tavolo tecnico specificatamente destinato al solo PN 2021-2027.