L’INVALSI ha presentato oggi, 16 luglio 2026, il Rapporto Nazionale 2026 alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Il Rapporto nazionale INVALSI 2026 evidenzia un generale miglioramento del sistema educativo italiano, sintetizzabile in quattro punti:
- Riduzione della dispersione scolastica, sia esplicita sia implicita
- Miglioramento complessivo degli esiti delle prove standardizzate
- Significativa riduzione dei divari territoriali
- Efficacia degli apprendimenti frutto di Agenda Sud e del Piano Estate
In particolare, il Rapporto sottolinea la riduzione del tasso di dispersione esplicita che, secondo le proiezioni INVALSI per il prossimo anno scolastico, si attesta al 7,3%. Si tratta di un risultato che, oltre a portare l’Italia tra i paesi europei più virtuosi, risulta migliore del traguardo UE del 9% e del traguardo PNRR del 10,2%. In riduzione anche la dispersione implicita che si attesta poco sopra il 6,3%, segnando un interessante miglioramento nelle regioni del Sud Italia.
Il Rapporto segnala miglioramenti in diversi ambiti, una sostanziale stabilità degli apprendimenti dopo gli anni della pandemia e una significativa riduzione dei divari territoriali, grazie proprio ai progressi registrati nelle regioni del Mezzogiorno.
In Italiano e Matematica i risultati si mantengono stabili o lievemente migliorati. L’aspetto più rilevante è la crescita al Sud e nelle Isole che contribuisce a ridurre le differenze tra le regioni. Le regioni centrali hanno livelli abbastanza simili, mentre la variabilità si attesta tra i territori più a nord e più a sud.
Particolarmente incoraggianti sono gli esiti delle prove in Inglese. Prosegue, infatti, il miglioramento delle competenze sia in lettura sia nell’ascolto, con percentuali sempre più elevate di studenti che raggiungono i livelli previsti dall’anno di corso (A1 per la scuola primaria, B1 e B2 per la scuola secondaria di I e II grado) al termine dei diversi cicli di studio. Anche in questo caso il Mezzogiorno registra incrementi più significativi, contribuendo alla riduzione dei divari territoriali. Anche nella scuola primaria i dati sono in crescita: il 91% degli alunni delle quinte classi raggiungono il livello A1 nella lettura e l’85% per l’ascolto e la comprensione.
Nel secondo anno di somministrazione, avendo coinvolto quasi 600 scuole, l’INVALSI conferma il buon livello nelle competenze digitali possedute dagli studenti. I risultati mostrano livelli ampiamenti soddisfacenti: oltre l’80% degli studenti raggiunge almeno il livello intermedio al termine del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado e circa sette studenti su dieci conseguono il livello avanzati al termine del percorso scolastico. I divari intermedi restano ancora significativi ma in misura inferiore rispetto alle altre discipline. I dati dimostrano, però, che la dimensione su cui lavorare di più resta quella relativa alla sicurezza e alla privacy.
Risulta anche comprovata l’efficacia degli interventi di Agenda Sud che, nelle scuole coinvolte e in particolare nelle scuole primarie, hanno prodotto una riduzione della fragilità degli apprendimenti superiore alla media nazionale, contribuendo a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, sia esplicita sia implicita.
Il Ministro Valditara auspica che le Nuove Indicazioni Nazionali e la conseguente formazione dei docenti sui nuovi programmi diventino prioritarie, così come l’utilizzo sempre più strutturale del docente tutor, l’ausilio di Agenda Sud e l’applicazione estesa del decreto Caivano, mentre ribadisce il ricorso ad Agenda Nord soprattutto nelle estreme periferie delle città del nord Italia, in particolare per contrastare il fenomeno dei “maranza”.
L’ANP, nel prendere atto con favore del miglioramento generale attestato dal Rapporto, evidenzia come il lavoro dei dirigenti scolastici e dei docenti, quando sostenuto da politiche pubbliche coerenti e da adeguati investimenti come è avvenuto negli ultimi anni, si traduce inevitabilmente in un miglioramento concreto degli apprendimenti e della qualità dell’intero sistema educativo.