L’ANP è stata audita oggi dalla VII Commissione Cultura della Camera dei deputati nell’indagine conoscitiva su dipendenza dagli schermi, intelligenza artificiale, dispersione scolastica e comunità educante. Esprimiamo apprezzamento per un’iniziativa che ha il merito di affrontare in modo unitario questioni che convergono quotidianamente nello stesso luogo: la scuola.
È nella quotidianità delle istituzioni scolastiche che i dirigenti si misurano con la fragilità dei ragazzi, con il disagio giovanile, con l’uso compulsivo dei dispositivi digitali e con il rischio di abbandono. Ed è sempre alle scuole che viene chiesto di tradurre in scelte gestionali ed educative concrete un quadro normativo in continua evoluzione, frequentemente gravato dalla clausola di invarianza finanziaria. Crediamo fermamente che non si possano affidare nuove responsabilità alle scuole senza garantire contestualmente le risorse necessarie per esercitarle.
Per questa ragione abbiamo presentato alla Commissione proposte operative ben precise:
- rendere ordinamentale la sperimentazione sulle competenze non cognitive e trasversali, perché educare all’autoregolazione e alla relazione significa agire sulle cause della dipendenza digitale e della dispersione
- trasformare gli sportelli di supporto psicologico da interventi precari, legati a bandi annuali, in un servizio stabile e organico a disposizione di tutte le scuole
- consolidare le figure e le azioni di tutoraggio e orientamento introdotte con il PNRR, per non disperdere il patrimonio di esperienze e professionalità maturato
- accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale attraverso modelli nazionali, strumenti tecnici qualificati, supporto specialistico e un piano straordinario di formazione strutturale rivolto al personale docente e ai dirigenti.
Abbiamo inoltre chiesto che il divieto d’uso dello smartphone in classe sia accompagnato da un convinto investimento sulla cittadinanza digitale e che nessun adempimento di verifica dell’età previsto dal Kids Act europeo sia posto a carico delle istituzioni scolastiche. La scuola deve essere valorizzata come centro civico della comunità, aperto al territorio e luogo di formazione anche per genitori ed educatori, con risorse condivise con gli enti locali.
Ogni nuova responsabilità affidata alla scuola deve arrivare insieme agli strumenti, alle competenze e alle risorse per esercitarla. Solo così le proposte dell’indagine non resteranno sulla carta.