Il XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva è stato presentato ieri 9 settembre alla Camera dei Deputati. I dati confermano una situazione che l’ANP denuncia da anni: gran parte degli edifici scolastici italiani è vecchia, priva delle certificazioni di legge ed esposta a rischi strutturali, sismici e idrogeologici. Questi numeri non sono per noi una sorpresa ma la riprova che la sicurezza delle scuole richiede una programmazione stabile, non interventi di emergenza.
Tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono verificati 68 crolli, quasi sempre distacchi di intonaco o controsoffitti, con 12 feriti. Gli infortuni denunciati all’Inail sono saliti a 80.871 nel 2025. Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce sono già 47.748, in crescita anche negli eventi mortali. Il 44% degli edifici sorge in zona sismica 1 o 2, ma solo il 4% ha ricevuto interventi di adeguamento. Una scuola su cinque è situata in un’area a rischio idraulico, con oltre 1,3 milioni di studenti coinvolti. Solo il 7,4% degli edifici dispone di sistemi di climatizzazione o ventilazione, mentre circa la metà risale a prima del 1976, anno in cui è entrata in vigore la normativa antisismica.
La legge n. 23/1996 attribuisce a comuni e province la responsabilità di fornire e manutenere edifici sicuri. L’art. 18 del D.lgs. n. 81/2008, come modificato dalla legge n. 215/2021, riserva all’ente proprietario la valutazione dei rischi strutturali (comma 3.2) ed esonera il dirigente scolastico che li abbia tempestivamente segnalati (comma 3.1). Resta tuttavia ancora inattuato, a quasi quattro anni dal citato provvedimento, il decreto sulla valutazione congiunta dei rischi: il termine è stato da ultimo prorogato al 31 dicembre 2026 (v. nostro approfondimento sul decreto Milleproroghe). Riteniamo non ulteriormente procrastinabile tale scadenza, data l’importanza di definire criteri per la valutazione simultanea dei rischi strutturali e gestionali dei complessi scolastici e la ripartizione di competenze e responsabilità in tema di sicurezza.
Sul piano istituzionale qualcosa si muove. Il Ministero ha convocato, lo scorso novembre, l’Osservatorio per l’edilizia scolastica previsto dalla stessa legge n. 23/1996. Tale organismo, che non si riuniva dal 2019, può costituire l’occasione per una programmazione pluriennale. Il 24 agosto il Ministro Valditara ha inoltre firmato un atto che stanzia 114,4 milioni di euro per l’adeguamento sismico, la bonifica dell’amianto e gli interventi urgenti su solai e controsoffitti. Un ulteriore passo avanti è rappresentato dal decreto interministeriale 31 marzo 2026 sull’adeguamento antincendio al quale abbiamo dedicato un’apposita scheda di lettura.
Si tratta di misure che vanno nella direzione giusta, ma le risorse messe in campo sono ancora troppo scarse: lo stesso Rapporto Cittadinanzattiva stima in 3 miliardi in tre anni il fabbisogno per la messa in sicurezza sismica e per l’adattamento climatico degli edifici. D’altra parte, il verificarsi di eventi meteorologici di media e forte intensità, sempre più frequente, rende la questione della fragilità delle strutture scolastiche un tema di assoluta urgenza.
Per questo l’ANP rinnova, ancora una volta, la sua proposta di aggiornare in tempo reale l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, fino al livello della singola aula, integrandola con gli esiti delle ispezioni, così da consentire agli enti proprietari di programmare tempestivamente gli interventi indifferibili.
La sicurezza degli edifici è la precondizione di ogni discorso sulla qualità della scuola.