L’ANP ritiene opportuno assumere una chiara posizione in merito alla questione delle alte temperature che si presentano sempre più di frequente all’interno degli ambienti scolastici.
A partire dalla metà del mese di giugno, infatti, è talvolta risultato compromesso lo svolgimento in sicurezza di alcune attività didattiche – in particolare nelle scuole dell’infanzia e nelle istituzioni scolastiche interessate dagli esami – tanto che i dirigenti scolastici e i presidenti di commissione ne hanno dovuto disporre la sospensione.
Ciò non è dovuto solo al riscaldamento globale ma anche alle attuali condizioni degli edifici scolastici, termicamente poco isolati e quasi sempre sprovvisti di schermatura solare e di impianti di condizionamento/raffrescamento. La questione delle alte temperature registrate talora nei locali scolastici non è pertanto gestibile da parte dei colleghi dirigenti e potrebbe essere risolta solo mediante opportune scelte della politica e degli enti locali proprietari degli edifici. Presumibilmente, peraltro, si tratta di un’emergenza destinata a connotarsi, nei prossimi anni, di urgenza e gravità crescenti: se da un lato, infatti, si prevede un ulteriore aumento delle temperature, dall’altro si richiede alle scuole sempre più di colmare il cosiddetto summer learning loss mediante l’organizzazione di attività didattiche durante i mesi estivi.
In un simile quadro, al dirigente scolastico compete l’obbligo, inderogabile e sanzionabile in caso di omissione, di operare nel DVR la valutazione dei rischi derivanti dal microclima, ai sensi dell’articolo 181 del D.Lgs. n. 81/2008 e del relativo Allegato IV. Inoltre, in casi estremi e previa acquisizione di un motivato parere del RSPP, va disposta la sospensione del servizio.
Invitiamo pertanto i colleghi – in vista della ripresa delle attività didattiche nel prossimo mese di settembre – a coinvolgere al più presto il RSPP, il medico competente se nominato e il RLS al fine di integrare il DVR, qualora non sia già stato fatto. Nello specifico, deve essere analizzato il rischio sia con riferimento ai lavoratori che all’utenza della scuola e devono essere individuate le necessarie misure di prevenzione e protezione, organizzative e procedurali, tecniche e strutturali, formulando – rispetto a quest’ultime – le conseguenti richieste all’Ente proprietario. L’ANP, ovviamente, fornirà il supporto necessario a tal fine.
Ribadiamo, ancora una volta, che il rischio da microclima non può e non deve essere un fardello poggiato solo sulle spalle dei dirigenti scolastici. La normativa in materia di salute e sicurezza dei lavoratori è molto chiara nel far ricadere sui proprietari degli edifici l’obbligo di porre in essere gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per garantire la salubrità dei locali e nell’esimere i dirigenti scolastici da responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi a ciò necessari, adottando al contempo le misure organizzative indispensabili al fine di evitare l’esposizione a pericoli gravi e immediati.
I dirigenti scolastici, come sempre, sapranno fare la loro parte nella tutela dei lavoratori e degli studenti. L’ANP chiede al decisore politico e agli Enti proprietari di fare altrettanto: il primo passo potrebbe essere, dopo lunghi anni di inerzia, l’adozione del regolamento previsto dall’articolo 18, comma 3.2 del D.Lgs. n. 81/2008 per la valutazione dei rischi congiunta tra istituzioni scolastiche ed enti locali. Questi ultimi sono chiamati a pianificare interventi che rendano sostenibile lo svolgimento delle attività didattiche anche nei mesi più caldi. In mancanza di tali interventi, le sospensioni del servizio sono inevitabilmente destinate ad essere sempre più frequenti.