- elenchi regionali con un numero molto limitato di enti, insufficienti rispetto al fabbisogno delle scuole secondarie
- distribuzione territoriale squilibrata con molte strutture collocate molto lontane dalle scuole, in particolare nelle aree interne e nel caso dei piccoli comuni
- assenza di strutture in intere province, con la conseguenza che le istituzioni scolastiche non dispongono, di fatto, di alcuna opzione praticabile entro il proprio bacino territoriale
- mancata esplicitazione di una copertura assicurativa, per gli infortuni in itinere, analoga a quanto espressamente previsto per la Formazione scuola-lavoro
- richiesta alle scuole, da parte di alcune strutture inserite negli elenchi regionali, del pagamento di un corrispettivo per svolgere il servizio.
- integrando gli elenchi regionali, laddove necessario, per garantire un numero adeguato di strutture e una loro ragionevole distribuzione in prossimità di tutte le istituzioni scolastiche secondarie, con specifica attenzione alle scuole secondarie di primo grado nelle quali i comportamenti problematici risultano statisticamente più frequenti
- disciplinando la copertura assicurativa degli studenti, in modo da includere gli infortuni in itinere relativi alle attività di cittadinanza attiva e solidale, in linea con quanto già previsto per la Formazione scuola-lavoro
- chiarendo la possibilità, per le scuole che non dispongano di strutture sufficientemente vicine, di svolgere le attività di cittadinanza attiva e solidale all’interno della comunità scolastica, valorizzando quanto previsto dall’articolo 4, comma 8-quater, del DPR n. 249/1998, laddove non sussistano strutture concretamente raggiungibili dagli studenti
- vigilando sulla corretta applicazione della normativa da parte degli enti individuati per evitare che questi ultimi formulino richieste di pagamento.