In vista della presentazione del disegno di legge di bilancio per il 2027, l’ANP ritiene opportuno rendere note le proprie richieste. L’istruzione è un settore strategico per il futuro del Paese e con il varo della prossima manovra finanziaria il Legislatore ha l’occasione per dimostrare con i fatti che considera la scuola un investimento strategico.
In premessa, ricordiamo alcuni significativi risultati ottenuti l’anno scorso:
- l’attivazione della polizza sanitaria integrativa, da noi fortemente voluta
- la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici sul 100% dei posti per il 2026/27
- la riduzione dal 35% al 33% dell’aliquota IRPEF relativa alla fascia di reddito intermedia
- la riduzione di tre mesi dei tempi di corresponsione della buonuscita per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2027.
Non possiamo non riconoscere, però, che il trattamento economico di tutto il personale scolastico è peggiore di quello dei colleghi delle altre amministrazioni pubbliche.
A tale riguardo, l’ANP respinge con sdegno i demagogici e fuorvianti confronti interni tra figure con responsabilità non comparabili – utili solo al mantenimento di un inaccettabile status quo – ma, al contrario, ritiene indifferibile affrontare la questione seriamente e con interventi strutturali.
Abbiamo raggruppato le nostre richieste in due ambiti, distinti ma interconnessi.
Retribuzioni e welfare
- Fondo unico nazionale. Chiediamo l’armonizzazione retributiva strutturale dei dirigenti scolastici con le altre dirigenze dell’Area, attraverso un aumento incrementale di 30 milioni “lordo Stato” per ciascun anno dal 2027 al 2031. Tali risorse devono essere collegate ai risultati ottenuti e alla diversa complessità di ciascuna scuola. Basta con l’iniquità retributiva!
- Buoni pasto. Chiediamo il riconoscimento dei buoni pasto ai dirigenti scolastici e al personale ATA nonché ai docenti la cui giornata di lavoro supera le 7 ore e 12 minuti. Si tratta di una richiesta che avanziamo da tempo. Un beneficio economico di non poco conto, ordinariamente riconosciuto al resto del pubblico impiego, non può restare precluso al personale scolastico. Basta con la scuola Cenerentola della PA!
- Carta della dirigenza scolastica. Chiediamo per ciascun dirigente scolastico una Carta di 500 euro annui, da destinare alla formazione e all’aggiornamento professionale (pubblicazioni specialistiche, banche dati, corsi di alta formazione manageriale e giuridica), in analogia con la Carta del docente. Investire sulla formazione dei dirigenti, prevista dall’articolo 20 del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2019-2021 ma subordinata ai vincoli di legge, è necessario. Basta con la formazione volontaria e autofinanziata!
- Ingresso gratuito nei luoghi della cultura. Chiediamo di estendere a dirigenti scolastici e personale ATA l’accesso gratuito oggi riservato ai soli docenti dall’articolo 4, comma 3, lett. h-bis, del D.M. n. 507/1997. Una misura simbolica ma significativa, a costo sostanzialmente nullo. Basta con l’ignorare le esigenze di formazione culturale!
- TFS/TFR. Chiediamo di azzerare il ritardo del pagamento della buonuscita rispetto al momento del pensionamento. Basta penalizzare i lavoratori pubblici!
- Abolizione della ritenuta ENAM. Chiediamo l’abolizione della vetusta normativa, risalente addirittura al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1346 del 21 ottobre 1947, che prevede l’iscrizione all’ENAM e il pagamento della relativa quota associativa per i dirigenti scolastici provenienti dai ruoli della docenza della scuola dell’infanzia e primaria. Basta a una ritenuta insensata e anacronistica!
Organizzazione del servizio e condizioni di lavoro
- Middle management. Chiediamo che la formazione volontaria incentivata (FOVI) divenga il primo embrione di middle management, prevedendo che chi completa il percorso sia tenuto a svolgere incarichi di collaborazione con il dirigente scolastico: solo così formazione, carriera e impegno organizzativo risulteranno davvero collegati, come chiediamo da sempre
- Organici e supplenze. Chiediamo che la programmazione torni triennale: l’articolo 1, comma 524, della legge n. 199/2025 stabilisce invece che le dotazioni ATA siano determinate annualmente, con inevitabili ricadute di instabilità e discontinuità per le scuole. Quanto alle supplenze brevi, chiediamo che il dirigente possa ricorrere a supplenti esterni, quando i docenti dell’organico dell’autonomia non sono disponibili, anche per ragioni organizzative oltre che didattiche: occorre modificare l’articolo 1, comma 85, della legge n. 107/2015, come riscritto dalla legge di bilancio per il 2026
- Mobilità interregionale. Chiediamo di mantenere la mobilità interregionale al 100% dei posti vacanti, prorogando le previsioni dell’articolo 10-bis del D.L. n. 45/2025. Essa, infatti, ha consentito quest’anno a oltre 200 colleghi di rientrare nella regione di provenienza o di avvicinarsi ad essa dal 1° settembre 2026. In attesa delle modifiche contrattuali, è essenziale procedere con le disposizioni di legge
- Semplificazione RENTRI. Chiediamo che le istituzioni scolastiche siano escluse dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, previsto a partire dal 9 dicembre 2026, quando esso derivi esclusivamente dalla produzione, nell’ordinaria attività istituzionale, di rifiuti costituiti da pile e batterie portatili classificati come pericolosi ma di uso molto comune nelle scuole. La finalità è condivisibile, tuttavia, trattandosi di quantitativi esigui e di flussi efficacemente tracciabili attraverso sistemi di raccolta già organizzati, l’iscrizione generalizzata comporterebbe nuovi adempimenti e costi del tutto sproporzionati. La deroga dovrebbe operare a condizione che le pile e le batterie esauste siano conferite al gestore del servizio pubblico o a un circuito organizzato di raccolta, prevedendo solo l’obbligo di conservazione documentale per tre anni dal conferimento.
La legge di bilancio è il momento della verità: i numeri non mentono e mostrano quanto valore un Paese attribuisce ai vari aspetti della vita sociale.
Secondo l’ANP, il lavoro quotidiano dei dirigenti scolastici e del personale tutto ha un grande valore, perché garantisce il funzionamento delle scuole e, in definitiva, il futuro della nostra collettività.
Proseguiremo in tutte le sedi il confronto con le forze politiche affinché la legge di bilancio fornisca risposte chiare e concrete.