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- l’utilizzo, previsto dalla norma di rango primario, dello strumento del decreto ministeriale al posto del decreto del Presidente della Repubblica – come avvenuto in precedenza – consentirà di intervenire con modifiche successive in modo più snello
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- nell’area di istruzione generale sono state inserite le discipline “di base”; l’area di indirizzo flessibile si compone invece di quattro ambiti: scienze sperimentali, tecnologie di base, le discipline caratterizzanti l’indirizzo e una quota di curricolo destinata alle scuole nel secondo biennio e nel quinto anno. Nel quinto anno ci sono ben 231 ore a disposizione della scuola il cui aggancio è con le aree di indirizzo, come specificato negli allegati. Inoltre, sono state previste ore di compresenza che saranno attribuite alle classi di concorso della tabella “B” (gli ITP)
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- le Linee guida si ispireranno al modello del D.P.R. n. 88/2010 consentendo così alle istituzioni scolastiche di lavorare in continuità rispetto all’assetto attualmente vigente
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- l’avvio dell’erogazione autonoma di percorsi di istruzione tecnica da parte dei CPIA avverrà, in prima battuta, in via sperimentale a partire dall’anno scolastico 2027/2028, proprio nell’ottica di vagliare la fattibilità della novità prevista dalla normativa vigente.
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- didattica per competenze e PECUP: valutiamo con favore il richiamo esplicito alla didattica per competenze e all’organizzazione per Unità di Apprendimento, elementi coerenti con una scuola moderna e orientata allo sviluppo di competenze autentiche. I PECUP risultano allineati al quadro normativo europeo e nazionale, alle riforme connesse al PNRR, al potenziamento STEM, alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile. I profili delineati appaiono ambiziosi, ben strutturati e coerenti con le richieste del mercato del lavoro. Tuttavia, obiettivi così elevati richiedono adeguate condizioni organizzative e finanziarie, al momento non garantite
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- formazione del personale docente: riteniamo apprezzabile l’introduzione di una formazione “in situazione”, con periodi di osservazione nelle aziende e affiancamento tutoriale per i docenti delle discipline professionalizzanti e per gli insegnanti tecnico-pratici. Tale misura può rafforzare il raccordo tra scuola e filiere produttive, anche nell’ambito dei Patti educativi 4.0. Resta però la clausola dell’invarianza finanziaria: senza risorse aggiuntive, il rischio è che tali opportunità restino limitate o episodiche, anche alla luce dei vincoli posti dal CCNL alla obbligatorietà della formazione del personale docente
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- Patti educativi 4.0 e partenariati: apprezziamo il rafforzamento del raccordo con la Formazione scuola-lavoro. In particolare, la previsione di forme di partenariato e di condivisione di risorse professionali e strumentali risulta condivisibile nell’impianto teorico. Tuttavia, i Patti educativi 4.0 si affiancano ai Poli tecnico-professionali, con il rischio di duplicazioni di ruoli e funzioni; non sono stanziate risorse aggiuntive, rendendo di fatto difficoltosa la reale condivisione di infrastrutture e competenze; infine, il richiamo ai Patti educativi di comunità introduce ulteriore perplessità, trattandosi di strumenti con finalità e collocazione ordinamentale differenti
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- specializzazione in “Enotecnico”: la conferma dell’inserimento del sesto anno per tale specializzazione rappresenta un elemento positivo nell’ampliamento dell’offerta formativa tecnica. Tuttavia, i dirigenti e i docenti degli Istituti Tecnici Agrari segnalano rilevanti difficoltà nell’attivazione del percorso, in considerazione degli elevati oneri finanziari che esso comporta. In assenza di risorse dedicate, il provvedimento rischia di restare una previsione formale. È pertanto indispensabile prevedere un’allocazione specifica di finanziamenti che renda realmente sostenibile l’attivazione del percorso
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- “Scienze sperimentali”: l’introduzione nel biennio di tale disciplina “unica” comprendente Scienze della Terra, Biologia, Chimica e Fisica rappresenta un’innovazione metodologicamente interessante, orientata alla promozione del metodo scientifico e dell’interdisciplinarità. Affinché sia tale, è necessario garantire alle istituzioni scolastiche la possibilità di individuare in autonomia la classe di concorso più coerente con ciascun indirizzo e la facoltà di ricorrere a classi di concorso atipiche. Inoltre, si rende necessaria una revisione coerente delle classi di concorso in vista dell’imminente richiesta dell’organico per l’anno scolastico 2026/2027.
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- entro la prossima settimana sarà reso noto il provvedimento di revisione delle classi di concorso
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- in merito alla formazione, il Dott. Acerra ha già richiesto alla competente Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione di destinare una quota significativa delle risorse sulla formazione dei docenti proprio all’istruzione tecnica e al suo riordino
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- è stata anticipata l’intenzione dell’Amministrazione di attivare un monitoraggio continuo delle procedure di revisione, reso agevole dallo strumento normativo più leggero adottato
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- con riferimento alla disciplina delle “Scienze sperimentali”, la questione, che è anche di natura metodologica, sarà oggetto di approfondimento delle imminenti Linee guida
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- sulla specializzazione in “Enotecnico” è intenzione del Ministero affrontarne le problematiche con la dovuta attenzione onde favorirne una più ampia diffusione territoriale
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- anche la questione della saldatura fra Patti educativi 4.0 e poli tecnico-professionali sarà chiarita con successive indicazioni