Da alcuni anni la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici viene riconosciuta al 100% tramite disposizioni legislative straordinarie, fortemente volute dall’ANP. Ma è quest’anno che tale risultato mostra tutta la sua forza: dal 1° settembre 2026 saranno davvero tanti i colleghi – oltre 200 – che, grazie a questo meccanismo, sono riusciti a tornare a casa o si sono comunque avvicinati alla regione di provenienza.
Non è un traguardo arrivato per caso. È il frutto di una battaglia che l’ANP ha portato avanti con determinazione sin dal primo momento in cui questa soluzione è stata proposta, quando nessuno credeva fosse davvero percorribile. Abbiamo creduto in questo obiettivo prima e più di chiunque altro, insistendo con coerenza nelle sedi negoziali e istituzionali affinché il diritto alla mobilità dei dirigenti scolastici non restasse una promessa sulla carta.
Il dato del 2026/27 conferma la validità dell’impostazione da noi sostenuta sin dall’introduzione della misura: la mobilità interregionale al 100% risponde a un’esigenza strutturale della categoria e produce, anno dopo anno, effetti concreti e verificabili sull’organizzazione del sistema scolastico e sulla vita professionale dei dirigenti.
Si tratta di un risultato che consente a un numero significativo di colleghi di rientrare nella regione di provenienza o di avvicinarsi ad essa, con evidenti ricadute positive sulla continuità dirigenziale e sulla stabilità del servizio, oltre che sulla possibilità di conciliare più efficacemente impegni professionali e personali.
Il lavoro, naturalmente, non può dirsi concluso. Vi sono ancora numerosi colleghi – troppi – in attesa di rientrare nella propria regione di origine e per loro l’impegno dell’ANP prosegue senza sosta, a partire dal prossimo tavolo contrattuale 2025/27. I risultati raggiunti in questi anni confermano tuttavia la correttezza dell’impostazione sindacale che abbiamo sostenuto.
Continueremo a rappresentare con determinazione le istanze dell’intera dirigenza scolastica affinché la mobilità interregionale resti una misura stabile, esigibile e pienamente strutturata nel sistema.